domenica 28 febbraio 2016

Digital Concert Hall, lo streaming audio / video dei Berliner Philharmoniker, alla prova

La più innovativa e completa formula per godere della musica utilizzando in pieno le nuove tecnologie arriva proprio nella musica classica, con il servizio Digital Concert Hall di una delle più celebri orchestre del mondo. Ne avevo già parlato nella rassegna della musica digitale nel 2015, ecco la prova.

Come avevo anticipato, è un servizio per la diffusione in streaming audio / video di concerti e recital di classica, sia dal vivo sia a catalogo, eseguiti nell'ambito delle attività dell'orchestra berlinese, con una particolare attenzione alla qualità sia audio sia video, allineata ai massimi livelli consentiti dalla tecnologia disponibile nella maggioranza delle abitazioni. Quindi TV HD e ADSL. Una scelta realistica e che garantisce comunque una qualità molto elevata con i moderni televisori.

L'orchestra disposta per un concerto per pianoforte di Mozart.
Nell'auditorium di Berlino, Philarmonie Berlin (ovviamente l'indirizzo è
Via Herbert Von Karajan n.1) l'orchestra è al centro, tra il pubblico.

Cosa vedere ed ascoltare 
L'offerta è veramente molto ampia, l'orchestra berlinese produce molto e le riprese con gli elevati standard richiesti sono iniziate almeno da 5 anni. In pratica si articola in concerti registrati, film documentari su importanti personaggi della musica (che sono entrati in relazione con i BP), interviste e concerti dal vivo. L'ultimo tipo di offerta è anche il più innovativo e interessante, perché consente di assistere da casa, in diretta, alle nuove esecuzioni della famosa orchestra. Non è la stessa cosa di essere lì presenti, e farà venire voglia di andare ogni tanto a Berlino (o magari all'Auditorium della nostra città) ma consente di godere di molta più musica.

Scegliendo invece noi si può procedere per interprete o per compositore ed essendo i BP una orchestra piuttosto eclettica la gamma di compositori presenti consente di soddisfare la maggior parte (non tutte, è ovvio) delle curiosità che possono venire ad un appassionato di musica. Inoltre, essendo una delle orchestre più prestigiose del mondo, molti dei più noti interpreti sono stati ospiti (oltre a quelli e che ne hanno fatto parte) e quindi anche la scelta degli interpreti è molto vasta.

Come funziona
Come tutti i servizi in streaming è in abbonamento, con più opzioni, la più economica è ovviamente l'abbonamento annuale (149 € quindi 12,4 € al mese) in alternativa con pagamento mensile sono 14,9 € al mese. Disponibili anche ticket una tantum, 9,9 € per 7 giorni o 19,9 per 30 giorni. Confrontandoli con i costi tipici di Spotify e soci, e tenendo conto anche dei contenuti video, non sono affatto prezzi alti, anzi sono più convenienti. 
La fruizione è possibile sia su dispositivi mobili, quindi essenzialmente su iPad e altri tablet, su desktop oppure su Smart TV. Quest'ultima è sicuramente la modalità di visione più adatta a sfruttare tutto il potenziale del servizio, quindi questa ho provato in primo luogo e ne do conto nel seguito.



Digital Concert Hall su Smart TV
Sugli smart TV di Sony (partner tecnologico) ma anche su quelle degli altri maggiori produttori (vedi il sito del servizio streaming), si trova installata tra le app anche quella di Digital Concert Hall, col tipico logo giallo con pentagoni uno dentro l'altro. Avviandola si ha subito una gradita sorpresa (vedi sopra): registrandosi o utilizzando una registrazione precedente si avranno 7 giorni di servizio flat gratuito. Basta collegarsi ad internet da una diversa device (anche mobile) e inserire il codice visualizzato su TV. Dopodiché si può avviare la visione direttamente sul televisore usando semplicemente il suo telecomando. I comandi necessari oltre a quelli soliti (play, avanti veloce ecc.) sono soltanto i tasti up e down del selettore presente in tutti i telecomandi moderni. Con il tasto down sono visualizzate le informazioni su quanto trasmesso, con il tasto up il menù di scelta dei contenuti.





Come premesso si può cercarli per eventi dal vivo, interpreti, compositori, documentari e passando poi a menù secondari. Per i compositori ad esempio si passa ad una ricerca per ordine alfabetico e quindi ai compositori e poi alle opere a catalogo. Come test ho cercato Vivaldi e del compositore veneziano erano presenti più di 10 esecuzioni. Scelto il concerto si avvia semplicemente la visione e l'ascolto, in ogni momento è possibile vedere anche in forma grafica la durata del concerto e dei vari movimenti e il punto in cui siamo. Interrompere è un peccato ma, nel caso, ritornare al movimento successivo usando l'avanti veloce è un'operazione molto veloce. Nessuna incertezza nella visione anche con un ADSL standard, come ho accennato il protocollo di visione è adattativio,ma nel mio caso non ho notato nessuna discesa dalla qualità HD.

Nel pannello in basso attivabile con il tasto down le informazioni sul brano e la grafica
intuitiva che indica la durata, i movimenti del concerto e il punto di avanzamento dell'ascolto
In alternativa è possibile vedere e ascoltare i concerti utilizzando un tablet o uno smartphone con la app di Digital Concert Hall e chromecast per la trasmissione sul televisore (anche non smart, basta che abbia un ingresso HDMI). Il supporto per chromecast (video, non quello audio) è disponibile però al momento soltanto per dispositivi mobili Android e la app, pur se ben fatta, non ha le stesse funzionalità di ricerca a più livelli della app per smart TV (almeno nelle versioni attuali). Inoltre la necessità di passare per una connessione wi-fi potrebbe ridurre la banda e quindi la qualità. Ho testato comunque anche questi due tipi di funzionamento (in standalone su iPad e connessione con chromecast da un phablet Android) verificando un comportamento senza incertezze e qualità video comunque buona anche in questo secondo caso.

Come si presenta la app per Android
In alto a destra il simbolo di chromecast per la trasmissione diretta su un TV dalla app.
Solo su Android al momento

Perché è preferibile lo Smart TV
Se vogliamo godere di un concerto quasi come se fossimo presenti in sala uno Smart TV accompagnato da un buon impianto audio, magari multicanale, consente un'ottima approssimazione. Il grande schermo è coinvolgente e l'audio fa il resto, e in questo caso lo schermo più grande e' e meglio e', un 50 o 55 pollici sono più che giustificati, ma ovviamente anche un più diffuso 40-42" consente una visione pienamente adeguata, alla giusta distanza. Un iPad o un altro tablet di fascia alta consente anch'esso una visione molto buona, grazie allo schermo ad alta definizione, soprattutto se accompagnato da una buona cuffia, ma è qualcosa di molto lontano da un concerto ascoltato e visto dalla nostra poltrona o dal nostro divano, possibilmente in compagnia, e quindi a mio parere è un ripiego, pur se un gradevole ripiego. A parte l'eventuale concorrenza sul TV a grande schermo di casa con altre persone della famiglia meno interessate alla classica.

La qualità 
Come riportato nel precedente post in cui era trattato questo nuovo servizio, siamo al top di quello che la tecnologia attuale consente per la diffusione di audio e video in streaming sulla rete web con accesso ADSL, quindi con la massima disponibilità di banda che al momento tutti più o meno abbiamo a disposizione. L'audio è stereo e compresso MP4 (o AAC) a 256Kbps, ma ottenuto per compressione da audio ripreso e registrato in HD 24/48; la qualità è sufficiente quindi anche per attivare il multicanale simulato, per chi ha questa possibilità. Il video è Full HD scalabile come risoluzione in base alla banda; il livello massimo è 2,5Mb/sec, alla portata quindi di una connessione ADSL media.
Il test ha confermato gli elevati livelli promessi, nessuna incertezza e necessità di adeguamento progressivo nella qualità, le immagini appaiono sempre in vero HD.
Tutto ciò naturalmente vale per i video recenti, nel catalogo sono presenti anche video storici, fino al 1975 ad esempio per Beethoven (diretto ovviamente da Herbert Von Karajan) con qualità all'origine ovviamente inferiore, anche se di indubbio valore storico e musicale.

In evidenza il primo flauto, Emmanuel Pahud e il primo oboe Albrecht Mayer e,
dietro di loro, il primo clarinetto Andreas Ottensamer
Da aggiungere anche una nota sulla qualità delle riprese, che non sono fisse e monocordi, ma utilizzano più telecamere per inquadrare i vari componenti dell'orchestra, e il montaggio e la regia sono altamente professionali e consentono di seguire molto efficacemente la esecuzione.

Qual è il vantaggio di vedere i concerti?
In fondo è musica, arte da ascoltare. Ma avendo la possibilità di "entrare" nella esecuzione l'appassionato di musica può andare oltre il puro ascolto, e apprezzare anche la complessità della costruzione musicale. Come al concerto e più che al concerto, grazie ai teleobiettivi che propongono primi piani degli interpreti. Possiamo vedere le loro espressioni e come sono a volte intensamente presi dalla musica che stanno suonando (e ascoltando), oppure sono impassibili e la vivono dentro di loro. Come le espressioni mutevoli del volto della grande interprete mozartiana Maria Joao Pires, che peraltro eseguiva, come suo solito, un intero concerto senza spartito.


Possiamo vedere gli strumenti e notare le differenze tra i violoncelli e i contrabbassi storici di alcuni e quelli moderni di altri. O la diteggiatura sulle corde dei violini e degli altri strumenti ad arco (e chiedersi, come me che non suono il violino, come facciano ad eseguire con sincronia e perfezione la frase musicale su quelle tastiere prive di ogni riferimento). Oppure ancora osservare come quella musica che, ascoltata da un disco o da un'altra sorgente, sembra un suono unico, sia formata da più strumenti e più persone che suonano come se fossero una cosa sola. In uno dei concerti che ho piacevolmente ascoltato, il "Gloria" di Vivaldi, sono stato colpito ad esempio dal coro femminile, vedevo sul video passare i visi delle coriste di ogni età impegnate in un movimento, e mi accorgevo che le loro 16 voci unite assieme diventavano un solo suono, come uno strumento che produceva uno dei suoni più armoniosi che si possano ascoltare.


Bella scoperta, penseranno i visitatori, non hai mai ascoltato un coro? Certo, ma potendo entrare così da vicino nell'orchestra e nel coro quello che è il motivo fondante della musica corale era lì davanti a me. A parte che, non sono esperto di musica e di interpretazione corale, ma ritengo che i cori non siano tutti uguali e quello dei BP è di altissimo livello,

Infine cito un altro vantaggio più pratico: siamo abituati a dare prevalenza alle informazioni visive, che in più tendono a concentrare la nostra attenzione su quello che stiamo guardando. Un buon modo per favorire la concentrazione sulla musica, evitando distrazioni su media tecnologici e non.

Perché non lo propongono anche altri celebri teatri ed orchestre?
Una motivazione probabilmente prevalente sono gli alti costi iniziali, si può leggere un documentato servizio di Audio Review di un anno fa per avere un'idea di quello che c'è dietro (telecamere HD e 4K, microfoni, cabina di regia, consolle per il mixaggio. più il team di persone esperte che forse sarà anche il costo maggiore, piattaforme hardware e software per la diffusione sul web e così via). Solo un'orchestra molto famosa, ben fornita finanziariamente dal governo di un paese ricco e con una buona attrattiva di sponsor (la Sony in questo caso, che ha fornito soprattutto la parte video) può superare questo gradino iniziale e poi avere sufficienti contratti per coprire almeno buona parte delle spese. Non so quanti siano gli abbonati, ma solo la app di Android è stata scaricata, dice il Google Play Store, oltre 50.000 volte. Forse altri seguiranno o si stanno preparando.

C'è qualcosa del genere anche per il pop e il rock?
Al momento no a quanto mi risulta. Apple Music consente lo streaming anche per i video, ma sono videoclip legati alla forma canzone, nulla di più di quello che si può cercare su YouTube (anche se a volte sono esclusivi) il valore aggiunto in termini di attrattiva è minimo e la scelta è notevolmente inferiore rispetto al servizio gratuito di Google. Se fossero proposti invece interi concerti, magari in diretta, sarebbe diverso, anche se il tipo di coinvolgimento che si attende il popolo del rock è diverso,
Questo test (molto positivo) di Digital Concert Hall mi ha fatto però considerare che aggiungere contenuti video di effettivo interesse all'offerta di contenuti audio, tenendo conto che al contenuto video diamo consciamente o inconsciamente un valore maggiore, potrebbe essere la chiave di volta per una vera affermazione dello streaming musicale, al momento piuttosto lenta.

In sintesi
Se siete appassionati o comunque ascoltate con piacere anche la classica, provare questo nuovo servizio è altamente consigliato,7 giorni sono gratuiti e anche un mese costa poco.
Difetti nel servizio non se ne vedono proprio, l'unica osservazione è che non si tratta di un vero servizio streaming "universale" come Spotify e simili perché il repertorio, seppur ampio, non copre certo tutte le composizioni e tutti gli interpreti o una ragionevole approssimazione di "tutto". Ma quello che c'è (e cresce continuamente) è in grado di saturare abbondantemente il poco tempo che di solito abbiamo per la musica, faticosamente salvato da quello da dedicare ai vari impegni della vita materiale.

L'organico stabile attuale dell'orchestra. Per i nomi e i volti di tutti andare a questo link.




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