mercoledì 15 giugno 2016

La scelta delle cuffie stereo

Accessorio un tempo considerato quasi superfluo complemento di un impianto hi-fi ora diventato quasi l'unico componente alta fedeltà che suscita interesse anche al di fuori del recinto sempre più ristretto degli appassionati. Come logica conseguenza un numero sempre più elevato di nomi classici dell'alta fedeltà hanno iniziato a proporre una loro gamma di cuffie stereo, in parallelo a nomi nuovi che introducono anche nuove tecnologie o varianti di quelle classiche.
Può essere utile quindi riassumere alcune informazioni sulla scelta delle cuffie stereo. Concentrandoci però sull'uso che interessa ai nuovi utenti, ovvero collegate a dispositivi mobili, ovvero a smartphone o tablet.

Esistono altri usi?
Certo, collegate ad un impianto hi-fi, per un ascolto ad esempio notturno, oppure come monitor per un controllo accurato durante una registrazione in proprio o di altri, o di componenti dell'impianto. In questo caso saranno collegate di solito a un amplificatore specializzato per cuffie o ad un DAC con uscita cuffia, perché la maggior parte degli amplificatori da molti anni non hanno più la questa uscita. Poi ci sono le cuffie non collegate con un cavo, ma via etere con tecnologie Bluetooth o Wi-Fi, ma non sono trattate qui. E ci sono anche sistemi diversi, auricolari infraurali, auricolari e cuffie per uso durante lo sport, adatte per ascoltare l'audio dei film in un lungo viaggio aereo, per ascoltare musica di sottofondo durante allenamenti e attività fisica, usi che con l'ascolto appropriato della musica hanno poco a che fare. Infine ci sono anche cuffie che, grazie a una elaborazione digitale del suono, riducono fino ad annullarli i rumori esterni. Ideali per chi lavora in ambienti rumorosi, ma per la musica siamo lontani dalla nostra idea di ascolto, da praticare in un ambiente gradevole, casa nostra oppure in esterni in una spiaggia solitaria o in una radura in un bosco o nel patio di una casa di campagna. Non per ascoltarla in un ambiente ostile, tra i rumori del traffico o in mezzo a una folla vociante. Anche perché se qualcuno ci lancia un allarme o un ordine di evacuazione potremmo trovarci da soli quando ormai l'irreparabile e' vicino.

Sennheiser Momentum
La tecnica in breve
le uniche caratteristiche che interessano, avendo eliminato quelle sopra elencate, riguardano quindi la struttura, la sensibilità e la curva di risposta. La struttura può essere chiusa, aperta o semi aperta, e gli auricolari possono essere circumaurali (circondano l'orecchio) o sovraurali. Le cuffie chiuse e circumaurali circondano completamente l'orecchio e isolano dai rumori esterni, garantiscono la risposta ottimale sui bassi ma a volume appena elevato isolano molto dal mondo esterno, non sono adatte quindi all'uso in esterni e per la necessità di "stringere" non sono molto confortevoli. Sono adottate  soprattutto nell'uso professionale. Le sovraurali si appoggiano invece sull'orecchio e sono sempre permeabili al suono (in entrambe le direzioni), più confortevoli e di utilizzo universale, garantiscono comunque se ben progettate una risposta sufficientemente lineare e corretta. Le semi-aperte come dice il nome sono una efficace soluzione di compromesso, circumaurali ma con cuscinetti o retro padiglioni trasparenti al suono. Esistono naturalmente altre varianti. La sensibilità può variare anche di molto nei vari modelli, per l'uso con smartphone può essere un elemento da considerare, la tensione di uscita può essere bassa e la sensibilità della cuffia deve essere comunque adeguata ad ascoltare a volume realistico (mai troppo alto pero': attenzione). Infine la risposta, molte cuffie recenti sono equalizzate per correggere software di scarsa qualità ed in particolare per esaltare bassi e acuti. Scegliere sempre le cuffie cosiddette "monitor" quindi con risposta flat.

Le cuffie in assoluto migliori per noi comunque non le troveremo
Questo è il primo principio. Un tempo forse poteva anche essere possibile individuare un modello di cuffia e provarla o farsi consigliare da qualcuno di fiducia, perché i produttori in tutto erano 4 o 5, la Koss che aveva quasi il monopolio del mercato consumer, Sennheiser, Beyerdinamic e AKG che dominavano il mercato professionale e semi-pro, la Stax che produceva cuffie elettrostatiche, tecnicamente è indubitatamente migliori, ma molto costose, più tardi le spartane ma ottime Grado.
Adesso la produzione si è moltiplicata sia come case produttrici sia sopratutto come gamma, con sempre nuovi modelli. Impossibile provarle tutte o anche in buon numero. Potremo quindi solo scegliere la migliore (per noi, relativamente ai nostri scopi e al nostro budget) tra quelle disponibili e ascoltabili nel mese o nella settimana in cui la cerchiamo. 

Beyerdinamic T51i

Le cuffie non sono per sempre
Questo è il secondo principio. Sono soggette ad usura molto più di altri componenti hi-fi. Non solo per l'uso in mobilità, trasportate in valigie e zainetti, appoggiate da varie parti e a rischio caduta e così via. Anche nell'uso più attento i padiglioni e l'archetto sono a contatto con noi che produciamo inevitabilmente sudore che deteriora i materiali a contatto, che devono essere ovviamente morbidi e soffici e non impermeabili, con conseguente necessità di manutenzione e periodica sostituzione. Altri elementi critici (anche di più perché non sostituibili)  i cavetti che sono soggetti a stress continuo, lo spinotto pin-jack, le parti flessibili. Nelle cuffie soprattutto se usate di frequente tutto si usura e fatalmente dopo un certo numero di anni dovremo cambiarle. Meglio esserne coscienti. Per limitare l'obsolescenza e' opportuno dotarle sempre di una custodia protettiva da usare in ogni spostamento e sempre dopo l'uso (di solito i buoni modelli la prevedono). Altro sistema e' dotarsi di due cuffie, una da battaglia e una da tenere da conto è ben protetta per gli usi più impegnativi e preziosi. Soluzione sconsigliabile perché la cuffia buona alla fine in questo modo non la useremo quasi mai e dopo qualche anno ci chiederemo perché abbiamo rinunciato volontariamente al meglio.

Le cuffie debbono essere comode
La qualità del suono e' importante ma il comfort lo è anche di più. Sempre gradito può essere forse messo in secondo piano nell'uso professionale (prima il dovere e poi il piacere) ma nel nostro uso e' fondamentale. Le cuffie quindi devono essere leggere, non stringere sulle orecchie, non dare una sensazione di calore nella stagione estiva o in una casa molto riscaldata, avere a contatto con la pelle superfici e materiali piacevoli, non dovrebbero legare i movimenti con il cavo, insomma bisognerebbe scordarsi di averle in testa. Una esigenza che è in antitesi con quanto richiesto per una buona risposta soprattutto sui bassi, quindi tutte le cuffie nascono da un compromesso tra comfort e struttura ideale per una risposta lineare. Il consiglio è di non trascurare e non mettere mai in secondo piano il comfort, che deve essere invece una priorità.

B&W (Bowers & Wilkins) P5

Come scegliere le cuffie
Bisognerebbe poterle indossare e anche per un tempo non brevissimo, per verificare il comfort, e anche poterle provare con diversi esempi musicali e con una sorgente simile a quella che useremo, per verificare la qualità del suono. E l'operazione dovrebbe essere ripetuta, ma non a distanza di molto tempo, per tutti i modelli che abbiamo selezionato in base alle recensioni positive. In più sarebbe opportuno avere per confronto e conferma anche delle misure di laboratorio.
Sarebbe l'ideale, ma non è possibile. Per cominciare le misure non sono più effettuare dalle riviste da anni. Si facevano un tempo usando una testa artificiale, che però poteva misurare solo in parte i parametri significativi, oltre ad essere una media delle teste naturali, e probabilmente un po' diversa dalla nostra.
Poi è quasi impossibile avere a disposizione tutte le cuffie che ci interessano e soprattutto averle a disposizione per una prova, in particolar modo se di prezzo medio alto. Le cuffie usate per i test e indossate da molti aspiranti acquirenti difficilmente potevano poi essere rivendute. Con l'attuale restringimento dei margini per i negozi questa possibilità è logicamente caduta.
Rimangono quindi solo due sistemi: fidarsi delle recensioni o la prova casuale al grande magazzino di elettronica.

Fidarsi delle recensioni
Il mercato e' ricettivo e quindi le recensioni non mancano. Naturalmente possono essere pilotate o interessate, ma differenze di qualità profonde tra modelli di cuffie stereo delle principali Marche sono improbabili con le tecnologie attuali. Bisogna solo leggere con attenzione le recensioni e in particolare i dettagli o le piccole osservazioni sul suono o sulla comodità e poi scegliere tra i modelli migliori delle case più note nella fascia di prezzo che abbiamo pre- fissato. 
Per fare un esempio (che non è un consiglio, perché questi post poi rimangono visibili a lungo, e nel frattempo modelli e recensioni a cui si fa riferimento diventano rapidamente obsoleti) la popolare rivista inglese What Hi-Fi ha anche una sezione on-line accessibile liberamente nel quale pubblica recensioni sintetiche ma esaustive e che indirizzano ovviamente anche alcuni best seller attuali per rapporto qualità prezzo , come la B&W P5, la Sennheiser Momentum o la Beyerdinamic T51i. Tutte e tre di prezzo medio, aggiungerei alla lista le Grado SR225 (leggermente più scomode per via dei due cavetti separati, come le Beyerdinamic) possiamo stare sicuri che difficilmente avremo delusioni sul suono anche se non sapremo che il suono di un'altra delle 3 o 4 ci sarebbe piaciuto di più.
Come si vede dalle figure due sono semi-aperte e sovraurali (Beyerdinamic e Grado) e due  circumaurali ma semi-aperte. Leggendo le recensioni o altre informazioni dovremo solo cercare di avere una rassicurazione sulla sensibilità e sul comfort. In sintesi, il risultato con il minimo sforzo.
(Ripeto a scanso di equivoci, non sono consigli per gli acquisti, non sono state provate da me (tranne la Grado) e sono solo 4 esempi tra molti altri e molte altre cose.)

Grado SR225e

La prova casuale al grande magazzino di elettronica
Sicuramente la catena Media World ma anche altri danno la possibilità di provare un'ampia selezione delle cuffie in vendita. La prova nell'era degli smartphone è semplicissima, le cuffie sono su una specie di rastrelliera, con vicino ovviamente il modello e il prezzo, basta prenderle e collegarle al proprio smartphone, non serve altro (neanche l'assistenza di un commesso). Naturalmente non vengono igienizzate tra un test e l'altro, è una prova "nature", per chi non si fa di questi problemi (come me, che ho applicato diverse volte questo sistema anche per cuffie da regalare). Consigliabile come ovvio un giorno di non grande affollamento. Individuati i modelli che ci interessano (solo di categoria monitor, lo ricordo) in pochi minuti si hanno le risposte che cerchiamo riguardo al comfort (aspettare un po' per giudicare) e alla sensibilità, facendo riprodurre allo smartphone una musica qualsiasi e controllando che il volume non vada a fine corsa.
Per la prova della qualità audio bisogna investire più tempo, sia per la scelta dei brani giusti (vedi la pagina sulle regole per la prova di ascolto su Musica & Memoria) sia per la qualità del file audio. Che non deve essere un MP3 compresso di ignota origine. Facciamo in modo che siano file audio in qualità CD, visto che è possibile e anche facile. Mettiamo le cuffie da provare nelle condizioni più difficili e più selettive.

File audio di test in qualità CD
Gli abbonati a un servizio streaming in qualità CD come Qobuz o Tidal non devono fare praticamente nulla, se non caricare i file audio prescelti per poterli riprodurre offline (non è detto che nel negozio la ricezione sia sufficiente).
Per gli altri, se hanno uno smartphone Android i passi da fare sono semplice: collegare lo smartphone a un PC sulla porta USB e caricare, come se fosse una memoria esterna, i file audio in formato wav non compresso o Flac compresso lossless nella cartella Musica, e installare se già non l'hanno fatto la app (gratuita) del popolare player VLC (o VideoLAN). Serve perché il player standard di Android (Google Play Music) a quanto scritto sulla documentazione non supporta il formato 16/44.1, quindi effettua comunque la compressione.
Su IOS, quindi su iPhone, il trasferimento è un poco più complesso perché richiede obbligatoriamente iTunes, che deve essere quindi installato sul PC e configurato con lo stesso account anche sull'iPhone. Una volta collegato si trasferiscono via iTunes i file audio in qualità CD prescelti mediante la funzione di sincronizzazione; i file sincronizzati saranno quindi leggibili sulla app Musica dell'iPhone che supporta la conversione audio fino a qualità CD, non è necessario un altro player. Attenzione però: bisogna controllare che nella configurazione dell'iPhone non sia settato tra le opzioni "Converti brani con frequenza bit più alta a (128 o altro)".
Il processo di sincronizzazione è un po' complesso di come rappresentato qui, e in appendice è riportato con maggior dettaglio.

Il test 
Tra le cuffie presenti molto difficilmente ci saranno quelle di cui abbiamo letto le recensioni, ci saranno modelli simili o equivalenti di altre marche. Si sceglieranno per il test in base a questi elementi e al prezzo, e magari anche all'estetica e alle impressioni di robustezza e costruzione solida e/o con buoni materiali. E' il limite di questo metodo per le prove d'ascolto (che però è l'unico possibile) la scelta è limitata alle 8-10 cuffie presenti e che ricadono nei parametri a cui ci siamo orientati. Ma almeno alla fine avremo scelto qualcosa che abbiamo provato e saremo sicuri sia della comodità sia della piena compatibilità con il nostro smartphone o tablet.

In sintesi
Comprare delle buone cuffie stereo investendo tra i 100 e 200 € non è difficile, i modelli validi sono molti e le cuffie con la loro caratteristica di avvicinare il suono riescono sempre a rendere molto appagante l'esperienza di ascolto, se di qualità adeguata. Sarà improbabile rimanere insoddisfatti dell'acquisto, anche se ovviamente potremmo sempre trovare qualcosa di più soddisfacente (come in tutte le cose del mondo, avendo un tempo infinito).
Salendo di livello e di prezzo si arriva poi a una qualità sonora superiore a quella dei diffusori equivalenti, ma rimane la minor naturalezza rispetto ad un ascolto "aperto". A livelli di prezzo sopra ai 1000 € però un ascolto di prova si può anche pretendere.


Appendice: Trasferire file in qualità CD su un iPhone

Premessa: configurare iTunes su PC

1) disabilitare iTunes Match (nel caso siate abbonati a questo servizio cloud)
2) verificare che non sia abilitato "Converti brani con frequenza bit più alta a (128 o altro)".
3) collegare l'iPhone e selezionare il dispositivo tra "i miei dispositivi"

Sincronizzare ovvero trasferire file audio 16/44.1

4) Selezionare tra le viste iPhone (icona dello smartphone)
5) Selezionare "musica" (vedi fig.1)
6) Selezionare "laylist" invece di "tutti" (per non trasferire tutta la musica presente sul PC(
7) Selezionare il brano o i brani in formato CD da trasferire
8) Spuntare "Sincronizza" e attendere (vedi fig. 2); nella barra in alto viene mostrato il progresso dell'operazione
9) Sull'iPhone saranno ora presenti i brani di test da utilizzare (nel nostro caso è quello di Chris Connor spuntato con il flag)

A parte l'esigenza di effettuare un test questi passi possono essere seguiti in tutti i casi in cui si vuole trasferire sul'iPhone propri file audio rippati.

Figura 1


Figura 2

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