giovedì 18 agosto 2016

Le playlist su YouTube: istruzioni per l'uso

In principio era la canzone, anche perché il disco più economico, il 45 giri, ne conteneva una per facciata, al massimo due . Poi è arrivato l'album, il microsolco 33 giri, anche nella musica pop (nella classica e nel jazz era già la norma). (e le istruzioni? cominciano un po' più sotto)

Erano sequenze di successi del gruppo o del cantante o della cantante di moda, più qualche cover per arrivare alla lunghezza prevista di 40-45'. Sarebbe stato ancora meglio poter scegliere le canzoni preferite di più interpreti. Per questo c'era il juke-box, ma per la casa era arrivato il cambiadischi. Fino a otto 45 giri uno sull'altro che, a caduta si sovrapponevano in una pila di qualche centimetro (e il braccio con testina piezoelettrica non aveva problemi di VTA, nessuno ne conosceva l'esistenza). Erano nate le playlist personalizzate.


Qualche decennio dopo, passata l'era degli album concept e del progressive,  che bisognava ascoltare per intero, passata l'era delle musicassette e delle compilation per ascolto personale o da regalare alla ragazza a cui facevi la corte, e poi delle compilation su CD nell'era del masterizzatore, alla fine le playlist (il nuovo nome delle vecchie compilation) si sono smaterializzate e sono finite nella grande rete.

Quello che serve è un supporto
Certo la playlist composta senza grande fatica scegliendo dalla vasta libreria di mp3 più o meno legali poteva essere copiata su una "chiavetta", ma non era la stessa cosa. Serviva un ambiente dove copiarle, metterci qualche immagine, dargli un titolo. Un ambiente però dove fossero disponibili tante canzoni, una vasta scelta, come al tempo delle cassette che consentivano di copiare gli LP degli amici o al tempo degli mp3 copiati dai vari sistemi P2P come eMule. Quindi non iTunes, dove le playlist erano previste ma mai usate da nessuno e contenevano soltanto i 30" iniziali, la preview.
Quindi sono arrivate solo con Spotify e con gli altri servizi streaming. Per quelli gratuiti poteva già essere una soluzione, e molti hanno usato il servizio anche per questo scopo, ma non è diventato universale, per un motivo molto semplice: questi servizi, pur di grande successo come Spotify, hanno decine di milioni di utenti, ma gli utenti di Internet sono miliardi. Oltre al fatto che per fruirne veramente bene e comodamente serviva e serve il servizio in abbonamento.

Playlist per tutti su un servizio universale
Il servizio musicale (e non solo) universale invece c'è e penso che non esista uno smartphone al mondo che non lo usi magari di tanto in tanto. Alla fine come in molti altri campi Google è entrata in campo ed ha fornito gratuitamente quello su cui altri tentavano di fare business. Non so di preciso da quando siano disponibili (credo dal 2014, chiedo aiuto ai lettori) e se non sbaglio non tutte le funzionalità sono state disponibili da subito, ma ora la possibilità c'è tutta: creare playlist personali su YouTube e condividerle è possibile e anche facile. Con vantaggio per noi ma anche per Google-Alphabet che aumenta gli accessi e quindi gli introiti pubblicitari.

Come creare una playlist su YouTube
Concluso questo preambolo che volendo si può saltare (come anticipato) veniamo alle istruzioni (che, in modo più ampio ma meno rapido si possono leggere anche sul supporto di Google). Il prerequisito è avere ovviamente un account Google, cosa che consente anche di aprire un canale YouTube (idealmente sarebbe una nostra TV o radio privata personale o di gruppo). Si crea in pochi semplici e intuitivi passi che sono illustrati come sempre in appendice con una serie di screenshot.

Una parte delle playlist di Musica & Memoria

Come aggiungere le canzoni
Aggiungere poi le canzoni alla playlist è semplice: prima si cerca la canzone e si seleziona il video più adatto (spesso o quasi sempre ci sono più versioni caricate da più utenti YouTube, gli utenti YouTube sono più di un miliardo), poi si utilizza il comando "Aggiungi alla playlist", che su desktop si trova in basso a sinistra mentre su YouTube per altri sistemi operativi (ad esempio per IOS di iPhone si trova in alto a destra sull'immagine (ma è facilmente individuabile come grafica).
Il comando fa apparire un menu a tendina nel quale sono elencate le playlist già create sul canale, e alle quali si può aggiungere la canzone prescelta. Ma include anche la possibilità di creare una nuova playlist. Quindi in definitiva per creare una playlist si può anche partire dalla prima canzone.Vedi sempre gli screensot in appendice.

Come editare la playlist
Accedendo al proprio canale e selezionando ovviamente "playlist" si possono visualizzare e selezionare le playlist per completarle e modificarle. Le possibilità di modifica sono quelle essenziali:
  • inserire una descrizione (e modificarla in seguito: comando edit)
  • eliminare il video (comando x)
  • comandi di editing del video (aggiungi o modifica un testo / sceglilo come miniatura / sposta in alto / sposta in basso)
  • comando di riposizionamento del video nella playlist (a sinistra)
Sotto al titolo e alla immagine / miniatura della playlist i comandi per la condivisione e la impostazione rispetto alla visibilità (pubblica / privata) e alla possibilità di collaborazione da parte degli altri utenti.

Le frecce rosse indicano i comandi di modifica, quelle blu i comandi di impostazione
Non c'è altro, ma non serve altro per organizzare e presentare.

Cosa manca (almeno per ora)
Rispetto ai normali video caricati su YouTube mancano solo due cose: la possibilità per gli utenti di inserire commenti e giudizi sulla playlist, di includerla tra i propri preferiti, mentre invece c'è la possibilità di condividerla, e anche da inserirla con "embed" in una propria, pagina, blog o post di un social network, oppure di aggiungere altre canzoni, se permesso.
Manca anche la indicazione della lunghezza complessiva della playlist, che potrebbe essere utile.

Aspetti a cui prestare attenzione
Una playlist è una sequenza di canzoni e quindi la scelta delle canzoni è di fondamentale importanza, Su YouTube la qualità video e soprattutto quella audio non sempre è buona, quindi bisogna scegliere con attenzione se vi sono più alternative, e anche scegliere se dare la priorità al video o all'audio. La seconda opzione dovrebbe essere la preferita per una playlist di musica, ma a volte sono presenti esecuzioni dal vivo veramente notevoli e spesso rare. Il dubbio a cui dovrà rispondere l'autore della playlist è se preferire un video dall'audio migliore, ma corredato solo dall'immagine fissa della copertina o dell'interprete (ce ne sono molti così) o un video di una interpretazione live o in qualche programma TV, ma con l'audio non ottimale. Un altro criterio di scelta nel caso di più alternative può essere la presenza di pubblicità più o meno invasiva (anche se sarà difficile trovarne di esenti).

Il secondo aspetto riguarda la visibilità dei video scelti: potrebbero essere in seguito eliminati per ragioni di violazione del copyright (su YT succede con una certa frequenza) o non essere visibili sugli smartphone. Riguardo al primo rischio non c'è molto da fare, se non controllare periodicamente. Il secondo invece si può prevenire, semplicemente cercando le canzoni per completare la scaletta direttamente con uno smartphone. Non è il modo più comodo ma poi si potranno completare l'ordine, la descrizione e le altre scelte di visualizzazione su un computer desktop.
Il problema nasce dal fatto che non tutti i video sono abilitati per la visione anche su smartphone. Dipende dalla opzioni di "monetizzazione" (inserimento di pubblicità) impostate per il video da chi l'ha caricato. Se sono incompatibili con la visione via smartphone compariranno come bloccati. Ed è un vero peccato e una cosa da evitare visto che l'ascolto in cuffia o in auricolari della vostra playlist sarà probabilmente uno degli usi preferiti.

Consigli
La playlist funziona bene se crea e poi segue un ritmo riconoscibile e coerente con il genere o il tema scelto, ma evitando la eccessiva uniformità. Ci sono molte scelte diverse: playlist di genere, playlist mix più o meno spinto, alternanza di brani lenti e veloci o playlist giocate tutto allo stesso ritmo, canzoni note e familiari (ma che possono annoiare perché stra-sentite) o canzoni mai sentite che potrebbero apparire ostiche al primo ascolto. Difficile dare regole assolute se non queste poche e generali:
  • La playlist non deve essere troppo lunga, massimo 60-70' (come un CD) altrimenti diventa un "pizzone" da programma radiofonico
  • Sono più efficaci quelle di genere perché nelle playlist mix uscirà fuori prima o poi una canzone di un genere che proprio non piace (e magari l'ascolto si ferma lì)
  • Attenzione alle scelte a contrasto o agli improvvisi cambi di passo; devono essere ben pensati per non essere invece percepiti come spiazzanti
  • Alternanza tra voci maschili e femminili: un po' dovrebbe esserci (a parte che per il reggae dove è un po' difficile) per evitare la uniformità eccessiva

Appendice 1: La creazione e gestione passo-passo di una playlist

La creazione di un proprio canale YouTube
Così si presenta un canale YouTube vuoto
La creazione di una playlist direttamente dal canale
Il canale vuoto, solo il titolo, canzoni ancora da inserire
Aggiungere una canzone direttamente dalla ricerca su YouTube
(il comando è indicato con la freccia ross)
Le funzioni di inserimento: la scelta della playlist
(se esiste già) o la creazione di una nuova


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